Studio Oculistico Bertarelli

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Difetti della vista

Si definisce emmetrope l’occhio privo di vizi di rifrazione in cui le immagini provenienti da lontano cadono esattamente a fuoco sulla retina.
Un soggetto emmetrope di età inferiore ai 45 anni vede bene sia lontano che vicino senza ausilio di occhiali.

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Si definisce ametrope un individuo che ha un difetto di vista per lontano. I difetti da lontano sono: miopia, ipermetropia e astigmatismo.

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Si definisce miope un occhio che vede male da lontano e che invece ha sempre un punto focale da vicino in cui le immagini appaiono nitide a distanza variabile dall’occhio e che è tanto più vicino all’occhio quanto più forte è la miopia. L’occhio miope è un occhio più lungo della norma. Le immagini provenienti da lontano formano un fuoco al davanti della retina. Poiché verso l’età di 12 anni il potere delle lenti dell’occhio non subisce più variazioni, mentre il bulbo oculare continua ad allungarsi fin verso i 18 - 27 anni è evidente che la miopia, una volta determinatasi è destinata a peggiorare in quanto, con l’allungamento del bulbo, il fuoco viene a trovarsi progressivamente più lontano dalla retina: ad 1 mm di allungamento corrispondono 3 diottrie di miopia. Per far cadere le immagini provenienti da lontano sulla retina bisogna ridurre il potere della cornea anteponendo delle lenti negative oppure riducendo il raggio di curvatura della cornea per sommazione di sostanza (lente a contatto negativa) o per sottrazione di sostanza (rimodellamento corneale con il laser ad eccimeri).

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Per presbiopia si intende la perdita della capacità accomodativa, che è legata all’età e che inizia a rendersi evidente con difficoltà nella lettura di caratteri minuti ad una distanza di 35 cm dopo i 40 anni. Per accomodazione si intende la capacità di passare dalla visione per lontano a quella per vicino. La capacità accomodativa va valutata senza occhiali nei soggetti che non hanno difetti di vista, mentre deve essere valutata con gli  occhiali che correggono un eventuale difetto da lontano per gli ametropi.  E’ evidente che un miope di 3 diottrie che ha una distanza focale per lontano di 33 cm. sarà in grado di leggere senza occhiali anche da anziano. Ma dopo i 45 anni sarà obbligato a togliere gli occhiali che correggono il difetto per lontano, per poterlo fare.  Al contrario un soggetto ipermetrope privo di occhiali, può non essere in grado di leggere anche con una capacità accomodativa perfettamente integra. Se indossa gli occhiali che correggono il suo difetto ipermetropico per lontano, tornerà a leggere in età antecedente la presbiopia, mentre necessiterà di occhiali ancora più forti per leggere in età di presbiopia conclamata. L’accomodazione è legata alla variazione di curvatura del cristallino indotta in modo automatico dalla contrazione di un muscolo interno all’occhio che si chiama muscolo ciliare. Per mettere a fuoco i raggi divergenti delle immagini provenienti  da  vicino è necessario  accomodare,  cioè  contrarre  il  muscolo  ciliare  che  determina  un aumento  della curvatura  del  cristallino con conseguente aumento del potere convergente in  modo da compensare la divergenza dei raggi provenienti da vicino.
 

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L’occhio ipermetrope è un occhio più corto della norma. Le immagini provenienti dall’infinito vengono intercettate dalla retina prima del loro fuoco e il fuoco si forma al di dietro della retina. Le immagini provenienti da vicino e quindi divergenti, formano un fuoco ancora più indietro. Il soggetto ipermetrope, qualora il difetto non sia di grado elevato, è in grado di compensarlo ricorrendo all’accomodazione che viene utilizzata invece che per mettere  a  fuoco  le  immagini   provenienti  da   vicino,  anche  per  mettere  a  fuoco  le immagini provenienti da lontano. Quando un ipermetrope si dedica alla lettura “super-utilizza” l’accomodazione il che può determinare fenomeni di affaticamento visivo (astenopia)  e di cefalea.  Inoltre con l’invecchiamento, come si è detto, la capacità accomodativa si riduce e l’ipermetrope sarà costretto ad indossare gli occhiali prima per vedere vicino e successivamente anche per lontano. Per le ragioni sopra descritte si dice con una certa approssimazione che il miope vede male da lontano e che l’ipermetrope vede male da vicino.

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L’ astigmatismo è un difetto dovuto ad un diverso potere dei mezzi diottrici su due meridiani perpendicolari. Nel caso più semplice quando un soggetto astigmatico guarda una croce e mette a fuoco il braccio verticale, apparirà fuori fuoco quello orizzontale e viceversa. Cosicché mentre un miope vede male da lontano, un ipermetrope vede male da vicino, un astigmatico vede male a tutte le distanze. Per tale motivo l’astigmatismo di grado elevato può essere ambliogeno, cioè può determinare ambliopia, specie se monolaterale. Per ambliopia si intende il mancato pieno sviluppo della funzione visiva, funzione che si completa entro i primi sei anni di vita. Questo è il motivo per cui l’astigmatismo deve essere corretto precocemente nei bambini.

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