Studio Oculistico Bertarelli

  • studio oculistico

Interventi correttivi

La correzione dei vizi di rifrazione, intendendo per correzione il ricorso ad un mezzo fisico in grado di far cadere le immagini osservate perfettamente a fuoco sulla retina, si può fare in tre modi:

  • con l’uso di occhiali in cui le lenti che correggono il difetto di vista sono mantenute a distanza fissa dall’occhio mediante una “montatura”;
  • con l’uso di lenti a contatto (LAC) semirigide (gaspermeabili) oppure morbide (oggi tutte in materiali altamente permebili all’ossigeno) che vengono posizionate direttamente sulla cornea e vengono inglobate nel film lacrimale;
  • con intervento chirurgico.

Questi a loro volta si suddividono in due grandi gruppi:

1. quelli che si basano sul rimodellamento della forma della cornea  che al momento (anche se si stanno studiando altre metodiche di intervento) vengono effettuati col l’utilizzo del laser ad eccimeri. Questi interventi possono essere suddivisi in:

- interventi di superficie o di  photo refractive keratectomy (PRK);

- interventi intrastromali o di Laser in situ keratomileusis (LASIK);

2. quelli che prevedono l’inserimento di una lente all’interno del bulbo oculare. Questa lente a sua volta può essere addizionale rispetto al cristallino artificiale ed in questo caso parliamo di lenti fachiche; oppure sostitutiva rispetto al cristallino artificiale ed in questo caso parliamo di lenti pseudofachiche.

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La PRK è un intervento ambulatoriale (eseguito cioè non in regime di ricovero). Consiste nella rimozione, solitamente alcolica, dell’epitelio corneale e nella successiva esposizione del tessuto corneale all’azione di fotovaporizzazione del laser ad eccimeri con la finalità di rimodellare la forma della cornea in modo che i raggi provenienti dall’infinito cadano a fuoco sulla cornea. L’intervento si esegue in anestesia topica, cioè con una anestesia indotta solo con l’uso di un collirio instillato più volte tra le palpebre del paziente. L’intervento dura circa un paio di minuti per occhio. L’intervento prevede l’asportazione alcolica dell’epitelio corneale per un diametro di 9 mm e l’esposizione del tessuto corneale all’azione del laser ad eccimeri.  Al termine dell’intervento viene posizionata sulla cornea operata una lente a contatto di protezione che ha la funzione di ridurre i disturbi postoperatori. Sottoponendosi ad intervento di PRK è necessario mettere in conto 3 – 4 giorni di disturbi rilevanti (saltuario dolore, sensazione di corpo estraneo, fotofobia, lacrimazione, palpebre gonfie). I fastidi durano sino a quando l’epitelio corneale, che è stato asportato durante l’intervento, non completa la riparazione al di sotto della lente a contatto. Da questo momento è possibile togliere la lente. La vista, che era discreta nell’immediato postoperatorio, subisce un peggioramento transitorio per migliorare progressivamente e raggiungere il visus ottimale nell’arco di 3 mesi.  La sicurezza dell’intervento consente di operare i due occhi nella stessa seduta. Per quanto riguarda l’assenza dal lavoro è necessario prevedere un periodo di riposo non inferiore ai quindici giorni.

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La Lasik  è come la PRK un intervento ambulatoriale in anestesia topica. Si differenza dalla PRK in quanto il rimodella mento corneale è non di superficie, ma intrastromale. Per poter rimodellare lo stroma è necessario tagliare un “flap” corneale incernierato in alto. Il flap viene sollevato. Lo stroma corneale rimodellato con il laser e il flap viene riadagiato sullo stroma cui aderisce in tempi brevi. Rispetto alla PRK, la LASIK presenta dei tempi di recupero funzionale nettamente più rapidi (48 ore per vedere già bene) e soprattutto dei fastidi postoperatori enormemente ridotti.  Gli svantaggi sono rappresentati da un costo più elevato e da un più lento recupero della sensibilità corneale. Inoltre con la LASIK si possono correggere difetti miopici minori (in genere sino alle 5 diottrie) rispetto alla PRK che, nei casi più fortunati, può consentire correzioni fino alle 10 – 12 diottrie; la Lasik è sicuramente più indicata per le ipermetropie e soprattutto per gli astigmatismi ipermetropici composti. La Lasik inoltre da qualche anno può essere effettuata in due modi differenti: il flap corneale può essere realizzato con un microcheratomo oppure con un laser a femtosecondo. Questa seconda modalità di esecuzione sta soppiantando la prima per la maggiore sicurezza offerta da tale metodica.

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Interventi che prevedono l’inserimento di una lente all’interno del bulbo oculare: lenti fachiche e pseudofachiche. Le lenti fachiche sono lenti inserite all’interno del bulbo in aggiunta al cristallino naturale in soggetti giovani o relativamente giovani che comunque hanno ancora un residuo utile di capacità accomodativa. Possono essere inserite in camera anteriore  a fissazione iridea o a supporto angolare oppure in camera posteriore. Sono destinate a correggere difetti di vista elevati che non possono essere corretti con il laser.

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